Pokémon Versione Rossa (conosciuto anche come Pokémon Rosso) è un videogioco di ruolo, sviluppato da Game Freak e pubblicato da Nintendo per la console portatile Game Boy. Assieme a Pokémon Versione Blu è il primo titolo della serie Pokémon.

Il gioco fu introdotto nel 1996 in Giappone, mentre in Europa venne pubblicato nel 1999.

Storia

Sviluppo

L'ideatore dei Pokémon è stato il game designer giapponese Satoshi Tajiri. Egli, come tanti altri bambini giapponesi aveva come passatempo quello di collezionare insetti. Crescendo, Tajiri constatò una riduzione nella popolazione d'insetti della città in cui abitava, a causa dell'urbanizzazione dell'abitato, vedendo inoltre che i bambini passavano più tempo in casa che a giocare all'aperto. A quel punto ebbe l'idea di creare un videogioco basato sulla cattura di creature simili agli insetti: i Pokémon, a cui i bambini avrebbero potuto affezionarsi dando loro un soprannome individuale e controllandoli in battaglia. Per non rendere il gioco violento fu deciso di non far sanguinare o morire le creature, ma di farle semplicemente svenire.

Nel 1989 Tajiri, assieme al suo amico Ken Sugimori fondò la software house Game Freak. Inizialmente il gioco aveva come nome Capsule Monsters e nelle prime fasi di progettazione il gameplay del gioco subì numerose modifiche, passando da una versione in cui i Pokémon potevano essere acquistati da rivenditori specializzati a un sistema per ottenere l'appoggio delle creature basato sul carisma del giocatore, fino alla versione finale in cui i Pokémon selvatici vengono catturati tramite Poké Ball. L'anno seguente iniziarono a concepire le prime creature tra cui Rhydon, Gastly, Slowbro, Nidorino e Gengar. La nascita del Game Boy spinse Tajiri a puntare sulla console portatile di nintendo, considerata perfetta per la sua idea, grazie anche al cavo Game Link che avrebbe permesso ai giocatori non solo di combattere tra di loro, ma anche e soprattutto di scambiare le creature, espandendo l'aspetto comunicativo e interattivo del gioco. Il game designer venne influenzato anche dal videogioco di Square The Final Fantasy Legend, che gli fece capire che il Game Boy poteva supportare anche giochi che non fossero solamente di azione. Poco prima della presentazione del progetto a Nintendo, il nome cambiò da Capsule Monsters a CapuMon e KapuMon, prima di attestarsi definitivamente come Pocket Monsters. Il progetto venne quindi proposto a Nintendo, sebbene lo stesso Tajiri nutrisse dei dubbi in merito al fatto che la compagnia avrebbe apprezzato e capito fino in fondo il concept del gioco. Al contrario, Nintendo accolse molto volentieri il progetto. Shigeru Miyamoto, illustre game designer di Nintendo (autore delle serie Mario, Donkey Kong e The Legend of Zelda), suggerì la creazione di versioni multiple del gioco contenenti ognuna dei Pokémon differenti; sistema che avrebbe incoraggiato il meccanismo degli scambi.

Game Freak all'epoca contava solo nove dipendenti e lo sviluppo richiese sei anni di lavoro e vide la partecipazione di appena nove dipendenti. L'artista Ken Sugimori diresse il team creativo preposto all'ideazione del design dei Pokémon e finalizzò l'aspetto di ogni creatura da far poi elaborare al dipartimento grafico per il rendering finale. In questo periodo Game Freak dovette affrontare gravi difficoltà finanziarie che la portarono sull'orlo della bancarotta; cinque impiegati diedero le dimissioni e lo stesso Taijiri dovette rinunciare temporaneamente al suo stipendio. Ultimata la programmazione vennero rimossi dai supporti gli strumenti di debugging ma, a causa delle limitate risorse della società, rimasero comunque numerosi difetti. Con un piccolo spazio libero sulla cartuccia, un programmatore di Game Freak, Shigeki Morimoto, decise di introdurre segretamente un 151º Pokémon chiamato Mew. Pensato originariamente come uno scherzo a conoscenza del solo personale di Game Freak, Tajiri rivelò invece al pubblico qualche mese dopo l'uscita dei giochi l'esistenza del Pokémon misterioso, permettendo ai giocatori di ottenerlo tramite un evento promozionale di Nintendo. In seguito è stato scoperto un modo per catturare Mew tramite un glitch del gioco. Lo stesso Tajiri ha ammesso che l'esistenza di Mew «creò molte dicerie e leggende sul gioco», contribuendo a «tenerne vivo l'interesse».

A conclusione dei sei anni di sviluppo, però, la tecnologia era evoluta e ben pochi puntavano ancora su una console antiquata come il Game Boy quando i CD-ROM per computer garantivano grafiche e prestazioni migliori. Tajiri si aspettava quindi un rifiuto da parte di Nintendo a commercializzare il prodotto, ma ancora una volta le sue paure si rivelarono infondate e la compagnia produsse il gioco, sebbene non riponesse troppa fiducia nel suo successo.

Trama

Rosso sul percorso 22, la strada che conduce alla Lega Pokémon.

Il gioco è ambientato nella regione fittizia di Kanto, in cui sono presenti dieci città e una serie di percorsi terrestri e marittimi che li collegano, popolati da numerose creature chiamate Pokémon. Il protagonista è un ragazzo di dieci anni di nome Rosso. Partendo dalla città iniziale, Biancavilla, Rosso incontra all'uscita del villaggio il professor Oak, un celebre ricercatore di Pokémon, che gli spiega che nell'erba alta vivono Pokémon selvaggi e che affrontarli da solo può essere pericoloso. Egli conduce quindi il giocatore al suo laboratorio, dove si trova già Blu, il nipote di Oak ed eterno rivale di Rosso. Al giocatore e al rivale viene quindi fatto scegliere un Pokémon iniziale tra Bulbasaur, Squirtle e Charmander (i cosidetti Pokémon starter) per il loro viaggio per diventare allenatori di Pokémon. Una volta affrontato Blu per la prima volta, il professor Oak consegnerà ad entrambi il Pokédex, ovvero una enciclopedia elettronica in grado di raccogliere i dati dei vari Pokémon.

Uscito dal laboratorio, Rosso lascia Biancavilla con l'obbiettivo di diventare il miglior allenatore di Pokémon di sempre. Per raggiungere l'obbiettivo è necessario esplorare l'intera regione di Kanto, catturando Pokémon selvaggi, allenandoli e combattendo contro altri allenatori.

Nella regione sono presenti otto palestre, dove è possibile sfidare i capipalestra. Una volta sconfitto il capopalestra, Rosso otterrà una medaglia, necessaria per proseguire il gioco. Raccolte tutte le otto medaglie, il giocatore può accedere alla Lega Pokémon, che ospita i migliori allenatori della regione. Qui dovrà sconfiggere i Superquattro e infine il nuovo Campione della Lega, il suo rivale Blu. Nel corso del gioco il giocatore dovrà anche affrontare i membri del Team Rocket, un'organizzazione criminale senza scrupoli dedita al traffico e allo sfruttamento dei Pokémon.

Colonna sonora

La colonna sonora di Pokémon Rosso comprende le musiche di sottofondo e i versi dei Pokémon, realizzate interamente da Junichi Masuda. Secondo Masuda, la musica assumeva un ruolo importante per aiutare «il giocatore a entrare nello stato d'animo adatto allo scenario». Per conseguire questo obbiettivo, la colonna sonora venne realizzata di pari passo con lo sviluppo del gioco, abbinando i suoni ai diversi scenari ed effetti visivi. Essa venne scritta direttamente nella console portatile utilizzando le quattro tracce del dispositivo.

Tutte le tracce audio vennero successivamente raccolte nell'album Game Boy "Pokémon" no Sound ga marugoto haitte, asoberu CD, destinato solamente al mercato giapponese. Questo album venne pubblicato da Pikachu Records il 1º novembre 1997 ed era composto da due dischi. In essi erano contenute le musiche di sottofondo, gli effetti sonori, i versi di tutti i Pokémon e le voci delle creature lette da Shin'ichirō Miki (la voce del Pokédex di Ash Ketchum nella serie televisiva), per un totale di 197 tracce.

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